Lago d'Orta e dintorni

Situato nell’area del Cusio, tra la piana dell’Ossola e la sponda occidentale del basso Lago Maggiore, il Lago d’Orta è conosciuto come uno dei più romantici laghi d’Italia.

Sulle sue sponde Omegna e Orta San Giulio ne rappresentano i centri principali. Omegna, situata nell’estremità settentrionale del lago, è il centro per eccellenza del distretto del casalingo ed è nota per la secolare festa di San Vito.

Da Omegna l’itinerario circolare lungo le sponde del lago conduce a Nonio, a seguire Cesara, con il suggestivo il Santuario della Madonna del Sasso. Entrando nella provincia di Novara incontriamo le cittadine di Pella, piccolo centro turistico, San Maurizio d’Opaglio, che ospita il Museo del Rubinetto, e Gozzano.

Perla del lago è Orta San Giulio e l’omonima isola che la fronteggia. Orta San Giulio è un piccolo scrigno di storia e arte, un borgo medievale che offre palazzi signorili, piccole vie e caratteristiche costruzioni in pietra. Dal porticciolo si può raggiungere la pittoresca Isola di San Giulio, una piccola isola dominata da una chiesa romanica e da un antico monastero.

A completare l’area del Cusio troviamo la Val Strona che, nei suoi sette comuni, conserva ancora oggi tradizioni e cultura del passato tra cui la lavorazione del peltro, del rame, dell’ottone e soprattutto del legno. Ne è testimonianza la produzione di Pinocchio: il burattino di legno di Collodi riprodotto da esperti artigiani e commercializzato in tutto il mondo.

 

Orta San Giulio

 

Orta Village

 

Affacciata sul Lago d'Orta, la cittadina di Orta San Giulio è una delle mete imprescindibili del turismo del Verbano Cusio Ossola.

Luogo eletto per gli spiriti romantici, il borgo si sviluppa attraverso un caratteristico groviglio di stretti vicoli acciottolati, spesso fiancheggiati da vecchi muri in pietra sui quali compaiono portali ad architrave triangolare: le piazzette, molto simili ai campielli veneziani, sono vivacizzate dalla presenza di botteghe artigiane, negozi di antiquariato e animati locali di ritrovo.

Gode di una bellissima vista sul Lago d'Orta la quattrocentesca Chiesa della Maria Assunta, ambientazione ideale per molti matrimoni, la cui scalinata di granito conduce verso Piazza Motta, la piazza principale del paese. La discesa avviene tra due ali di case affrescate nel Cinquecento e approda in questa piazza-salotto in cui si trova il cinquecentesco Palazzo della Comunità, da cui si dipartono lateralmente due antiche vie che conducono rispettivamente al Moccarolo e alla Villa. La zona del Moccarolo, nella parte meridionale del borgo, si presenta con un'elegante sfilata di ville e palazzetti tutti dotati di piccoli ma rigogliosi giardini affacciati sul lago. La zona Villa, invece, offre una bellezza più rustica, con nobili case d'epoca arricchite da graziosi balconcini in ferro battuto, ammirabili percorrendo la stretta e affascinante via Olina.

Punto panoramico d'eccellenza è però il Sacro Monte di Orta, complesso devozionale eretto tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secc., inserito nella Riserva Naturale Speciale omonima: il complesso è raggiungibile percorrendo un piccolo sentiero che parte da Piazza Motta.

L'isola di San Giulio

 

St. Giulio Island

Sulle sponde del lago d'Orta sorge una cittadina dall'imperdibile fascino: Orta San Giulio, fronteggiata dalla stupenda Isola di San Giulio. La piccola Isola di San Giulio, raggiungibile in battello o in motoscafo, è dominata dalla basilica romanica, dal palazzo vescovile e dall’abbazia benedettina.

La leggenda narra che quest'isola, distante non più di 400 metri dalla riva di Orta, un tempo era uno scoglio abitato da serpi e terribili mostri, fino a quando nel 390 vi approdò San Giulio: attraversando le acque del lago sopra il suo mantello e guidato nella tempesta dal suo bastone, il Santo fondò una chiesa, nella quale scelse poi di essere sepolto, e trasformò l'isola nel centro di evangelizzazione di tutta la regione.

Il turista viene accolto sull'isola da una breve scalinata che conduce alla suggestiva basilica romanica, la principale attrattiva del posto. La visita prosegue attraverso una stradina che percorre l'intera isola; si tratta della "via del silenzio e della meditazione", suggestivo connubio tra spiritualità e architettura. Camminando per i vicoli di San Giulio si raggiunge l'ottocentesco Palazzo dei Vescovi e l'Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae: in questo affascinante convento di clausura femminile le monache, che risiedono stabilmente sull'isola, trascorrono le loro giornate dedicandosi alla preghiera, allo studio, al restauro di antichi e preziosi paramenti sacri, alla confezione delle ostie e alla preparazione del celebre "pane di San Giulio". Gli altri edifici dell'isola, ora residenze private, costituivano un tempo le abitazioni dei canonici: tra le più antiche si segnala la Villa Tallone, dove ogni anno si svolgono prestigiosi concerti di musica classica.

 Il Sacro Monte di Orta

Sacro Monte of Orta

 

Il Sacro Monte di Orta, situato sul promontorio che sovrasta l'abitato e il lago omonimi, colpisce profondamente sia per la ricchezza artistica e architettonica del complesso religioso sia per l'indescrivibile suggestione che la bellezza e l'armonia del luogo riescono a suscitare in ciascun visitatore.

La storia del complesso risale al 1583, quando la Comunità di Orta decise di fondare un convento presso la chiesa di San Nicolao, di cui è rimasta oggi visibile la scultura lignea quattrocentesca della Madonna della Pietà. Nel 1591 i Francescani cappuccini diedero il via ai lavori di costruzione delle cappelle dedicate alla vita di San Francesco, a cominciare dall'attuale XX, la prima in ordine di fondazione anche se ultima nella rappresentazione del ciclo.

Tra la fine del Cinquecento e quella del Settecento si completà la costruzione delle cappelle, disposte su un percorso a spirale che sfruttava la costa del promontorio, un itinerario guidato dalla vegetazione circostante che consentiva al pellegrino di godere di alcuni momenti di sosta e meditazione all'ombra, per poi affacciarsi sul magnifico panorama offerto dal Lago d'Orta. Tra i diversi artisti che furono coinvolti nella decorazione delle cappelle ricordiamo il Morazzone, Stefano Maria Legnai e il Beretta, che hanno determinato una evidente commistione di stili artistici, quali il rinascimentale, il barocco, il rococò e il neoclassico. Lo scopo di ogni Sacro Monte era quello di raccontare ai fedeli, per lo più analfabeti, la storia sacra attraverso le immagini descrittive degli affreschi e dei gruppi plastici in terracotta.

Nel 1980 la Regione Piemonte istituì la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte d'Orta, al fine di salvaguardare e valorizzare il considerevole patrimonio artistico e ambientale del luogo.

 Il santuario di Madonna del Sasso

Madonna del Sasso

 

 

Uno dei luoghi sacri più spettacolari del Lago d'Orta è sicuramente il Santuario della Madonna del Sasso, edificato nell'omonimo comune sulla grande roccia granitica a strapiombo sul lago sottostante. Da qui la vista è insuperabile: si dominano il Lago d'Orta e i monti della riviera orientale tra cui il Mottarone.

Questo complesso sacro, costruito nella prima metà del '700 sul luogo di una preesistente cappella tardomedievale dedicata alla Madonna Addolorata, è costituito dalla chiesa, dalla torre campanaria e dalla casa parrocchiale. Il santuario, a croce greca e abside circolare è sormontato da una grande cupola affescata che proietta sul pavimento una stella a intarsio.

Al suo interno è inoltre custodito un grande ciclo pittorico di Lorenzo Peracino, pittore e scultore valsesiano che lasciò impronta del suo valore in numerose chiese del Cusio e dell'Ossola. Sull'altare maggiore si può ammirare lo splendido dipinto del 1547 di Fermo Stella da Caravaggio, discepolo di Gaudenzio Ferrari, raffigurante la Deposizione di Cristo. Di particolare interesse è il monumentale organo del VXI secolo costituito da 700 canne e da una tastiera di 58 tasti.

Il Santuario della Madonna del Sasso è punto di arrivo del percorso escursionistico Le Valli della Fede, un itinerario che collega i santuari minori del Biellese centrale e orientale con il Lago d'Orta. Il tracciato di questo percorso è ispirato al percorso che San Carlo Borromeo ripeté presumibilmente più volte durante gli anni nei quali fu arcivescovo di Milano (1565- 1584).

 Legro paese dipinto

Legro

Dal 1998 la piccola frazione di Legro è diventata un'interessante meta turistica grazie a dei bellissimi affreschi che ne colorano il centro storico. Libere interpretazioni delle opere del poeta conterraneo Gianni Rodari e di pellicole girate sulle sponde del Lago d'Orta costituiscono le tematiche ispiratrici dei "murales" che illuminano i muri delle case del piccolo centro.

Nella suggestiva passeggiata attraverso le vie di Legro riviviamo, attraverso splendidi fotogrammi dipinti, scene di famosi film che videro il Lago d'Orta come cornice: "Il balordo", "L'amante segreta", "Una spina nel cuore", "La voglia di vincere", "Il piatto piange" e "La stanza del Vescovo". Gli autori delle opere sono artisti affermati, sia nazionali che stranieri, e gli alunni di alcuni licei artistici della zona.

 Torre di Buccione

 

Buccione Tower

 

Sulla sommità di una collina che domina il Lago d'Orta, si eleva, con i suoi 23,20 m. di altezza, la Torre di Buccione.

Questa massiccia torre in pietre di granito e serizzo, rappresenta, insieme ai due recinti adiacenti, i resti di un antico complesso fortificato, attestato fin dagli inizi del sec. XIII. L'attribuzione originaria resta comunque oggetto di controversie tra gli studiosi: i Romani, i Longobardi o i vescovi di Novara.

La Torre di Buccione faceva parte di un fitto sistema di fortificazioni poste a salvaguardia dell'indipendente borgo di Orta: era infatti munita di una campana con cui veniva allarmata la popolazione in caso di pericolo, di cui l'ultimo esemplare secentesco è oggi ammirabile nel giardino del Municipio di Orta.

Internamente la torre risulta suddivisa in quattro piani da soppalchi di legno, collegati tra loro con scale a pioli. Il soffitto dell'ultimo piano è costituito da una volta in muratura a crociera, sulla quale poggia il pavimento del piano di vedetta. Al piano inferiore della torre si apre l'attuale ingresso ottocentesco, mentre l'ingresso originario si trovava a circa sette metri di altezza. Il secondo e terzo piano accoglievano la guarnigione, invece al quarto piano si trovava la cella da cui si difendeva l'ingresso lanciando sassi.

 

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