Le Valli dell'Ossola

Non solo Lago ma monti e valli...

 

L'Ossola

domodossola 

La Val d’Ossola è un’ampia valle alpina, situata a nord del Piemonte e al confine con la Svizzera, composta da sette valli al centro delle quali è racchiusa la piana dell’Ossola con i suoi caratteristici centri storici.

Il nucleo fisico e amministrativo dell’Ossola Centrale, sua “capitale civile”, è Domodossola, terra di transito per il passo del Sempione e per i valichi alpini della Formazza. Forte della sua vocazione di città di frontiera, Domodossola ha saputo negli anni confermarsi come moderna cittadina pur conservando le sue caratteristiche di borgo medievale. Sul colle Mattarella che sovrasta la cittadina si trova il Sacro Monte Calvario, inserito dall’Unesco a partire dal 2003 tra i Patrimoni dell’Umanità.

Numerosi centri abitati sono dislocati nell’intera area dell’Ossola centrale: Villadossola, Pallanzeno, Piedimulera, Vogogna e Pieve Vergonte nella parte Nord e Anzola e Premosello Chiovenda Cuzzago e Ornavasso nella parte Sud.

Vogogna

 

vogogna

Il Castello Visconteo si erge in posizione sopraelevata rispetto al borgo medievale di Vogogna e la sua torre semicircolare domina tutto il paese. Committente della fortificazione fu, nel 1348, Giovanni Visconti che diede ordine di accorpare al nucleo originario del Castello, composto dalla Torre quadrata e dalla Cinta Muraria, altri corpi di fabbrica.

Il Castello nacque come presidio militare a difesa di tutta la valle e in particolare della cittadina di Vogogna, che in quegli anni divenne capitale dell'Ossola Inferiore.

Il corpo centrale del castello, chiuso dalla torre semicircolare a ovest e dalla torre quadrata a est, è protetto esternamente dalla lunga cinta muraria. Il suo interno è suddiviso in tre piani utilizzati, in origine, come vani abitativi. Ogni stanza è dotata di un camino per il riscaldamento e alcune conservano ancora mensole di pietra o tracce di muratura. I vani all'ultimo piano sono utilizzati, ad oggi, per conferenze ed esposizioni.

La torre semicircolare, alta quasi 20 metri, è suddivisa al suo interno in cinque piani. Fino al 1914 fu utilizzata come carcere; all’interno della sua antica struttura sono mantenute intatte le piccole cellette sui cui muri sono ancora visibili le incisioni realizzate dai detenuti. Dopo il restauro alcune delle celle sono state destinate a mostre, itineranti o permanenti.

La torre quadrata è il nucleo più antico del castello; oggi le sue sale ospitano il Centro Multimediale e sono destinate alla consultazione del materiale o alla riproduzione dei documenti multimediali.

Il castello è sovrastato dai resti della Rocca, antica fortificazione posizionate su un'alta rupe dalla quale era possibile il controllo e la difesa dell'intera piana dell'Ossola. Restaurata nel 1348 con caratteristiche difensive venne ridotta allo stato attuale nel 1514 per mano dei nemici provenienti da Domodossola e appoggiati da alcune bande svizzere.

Val Vigezzo

 

vigezzo

La Valle Vigezzo è situata nell’estremo lembo nord-orientale del Piemonte tra le Valli Antigorio e Formazza e la Val Cannobina. Aperta verso la Svizzera, la valle è percorsa dalla Vigezzina, la storica ferrovia che unisce le due nazioni attraverso un percorso di 55 chilometri tra gallerie, strapiombi e suggestivi paesaggi.

Caratterizzata da ampi spazi e abitata, su entrambi i versanti la Valle Vigezzo ha inizio a Masera e attraverso sette comuni si sviluppa fino al confine elvetico. Centri principali della vallata sono Druogno e Santa Maria Maggiore, apprezzate località turistiche in cui arte, cultura e natura si fondono in modo armonioso.

Conosciuta a molti come la Valle dei Pittori, la Valle Vigezzo è stata patria di numerosi artisti e fonte di ispirazione di paesaggisti e ritrattisti che nei secoli ne hanno influenzato arte e culturale. Fu aperta nell’800 a Santa Maria Maggiore la Scuola di Belle Arti, una vera e propria scuola alpina di pittura unica nel suo genere,.

Lungo tutta la valle, nelle cappelle votive o nelle piccole chiese si possono ammirare esempi di pittura devozionale, tele o affreschi di pittori. Arte e devozione si fondono nell’imponente Santurario di Re, alla fine della valle, una mole gotico-bizantina dedicata alla Madonna del Sangue che si manifestò con un miracolo nel 1494.

Ricchissima la tradizione enogastronomica, semplice e genuina offre un’ampia scelta tra salumi come il rinomato Crudo di Vigezzo, mieli, confetture e dolci tipici da assopare in ristoranti e trattorie in tutta la valle.

Il trenino delle Centovalli

 

centovalli

L’intera Valle Vigezzo è attraversato dallo storico trenino blu (meglio conosciuto in Italia come Trenino blu della Vigezzina e in Svizzera come Trenino delle Centovalli), linea ferroviaria che collega la città di Domodossola con la cittadina svizzera di Locarno. Questa linea ferroviaria nacque nei primi del Novacento dal desiderio degli abitanti della valle di avere una propria ferrovia come completamento della linea del Sempione, emblema del progresso portato dal nuovo secolo.

Ferrovia alpina per eccellenza la Vigezzina attraversa paesaggi suggestivi dominati da boschi, montagne selvagge, corsi d’acqua e cascate lungo un percorso di 52 chilometri, formato da 83 ponti e 31 gallerie. Completamente immerso nella natura questo tracciato, tra Italia e Svizzera, offre ai passeggeri la possibilità di osservare da vicino panorami mozzafiato. Superata la Valle Vigezzo il Trenino blu attraversa il suggestivo territorio svizzero delle Centovalli tra boschi di faggio, corsi d'acqua e montagne dai fianchi frastagliati alla volta di Locarno.

Per coloro che desiderano osservare gli splendidi paesaggi di questo territorio segnaliamo il "Lago Maggiore Express", una proposta di viaggio che permette di percorrere in giornata, dapprima l'intero Lago Maggiore da Stresa a Locarno mediante il battello, e poi la Valle Vigezzo e le Centovalli attraverso il panoramico trenino blu.

Valle Anzasca e Macugnaga

macugnaga

Situata nel lembo orientale del nord del Piemonte la Valle Anzasca, così come le altri valli dell’Ossola, ha saputo mantenere nel tempo i suoi aspetti rurali e naturalistici. Risalendo la valle, che da Piedimulera si spinge fino a Macugnaga, si incontrano caratteristici borghi alpini costruiti in pietra come Castiglione, Calasca, Vanzone e San Carlo.

Alla fine di questa valle, stretta e selvaggia si trova il villaggio walser di Macugnaga dominato dall’imponente parete Est del Monte Rosa che con i suoi 4.634 metri di quota rappresenta una tra le più belle pareti dell’intero arco alpino.

Ed è proprio Macugnaga il centro più caratteristico e suggestivo dell’intera vallata. Paese di origine walser, Macugnaga è l’esempio intatto di un "piccolo mondo antico" evoluto in stazione turistica moderna senza tradire le caratteristiche etnico-culturali e architettoniche. Macugnaga è un piccolo gioiello in cui natura, tradizione, modernità e sapienza alpina ben si armonizzano.

Connubio perfetto tra natura e sport, Macugnaga, così come l’intera Valle Anzasca, offre la possibilità di praticare alpinismo, escursionismo, trekking, mountain bike e sci in tutte le sue forme. Da non perdere la visita al Ghiacciaio del Belvedere, l’unico ghiacciaio in espansione sul versante italiano dell’arco alpino, all’Oasi Faunistica del Monte Rosa, alla Casa Museo Walser e alla Miniera d’oro della Guja.

Le cascate del Toce e i laghi alpini

 

cascate-toce

La Valle Formazza offre, in località La Frua (1861 m. s.l.m.), quel che viene considerato il più bel salto delle Alpi, la Cascata del Toce, ottimo punto di partenza per intraprendere lunghe passeggiate alla scoperta dei più bei laghi alpini della valle.

Le acque di questo sensazionale spettacolo naturale si lanciano nel vuoto per 143 metri di altezza, raggiungendo un raggio d'ampiezza alla base di ben 60 metri. Utilizzate per scopi idroelettrici, vengono liberate solo in determinati giorni e fasce orarie del periodo estivo, più precisamente da giugno a settembre.

Presso la sommità del salto venne costruito, nel 1863, un albergo per accogliere gli appassionati di escursioni tra montagne e ghiacciai, ancora oggi frequentato dia turisti della zona. A fianco di questa storica struttura sorge anche una chiesetta dedicata alla Madonna della Neve, risalente al 1621.

Dalla Cascata del Toce diversi sentieri proseguono verso i laghi alpini della Val Formazza: il primo che si incontra lungo il sentiero è il lago artificiale di Morasco, diga percorribile interamente attraverso un piacevole e suggestivo percorso perimetrale; successivamente sul percorso si incontra il lago del Sabbione (2475 m), con la possibilità di sostare presso accoglienti rifugi alpini (Mores, Somma Lombardo, Busto).

Attraverso il Passo del Gries (2463 m. s.l.m.) si passa, invece, dal Lago Sabbione alla Svizzera per poi rientrare nuovamente in Italia lungo il Passo S. Giacomo (2313 m). Sulla via del rientro si costeggia il Lago del Toggia (2191 m. s.l.m.) le cui acque vengono rigenerate dal sovrastante Lago Castel (2244 m. s.l.m.). Scendendo a valle ci si può riposare presso il rifugio Maria Luisa, situato poco sopra la cascata.

 

Il nostro Staff

Croce Bianca sul Web